MONTECICCARDO (Pesaro-Urbino)
Un giorno che i lupi hanno sbranato dieci pecore, e altrettanto avevano fatto tempo prima, Giacomo Nobili (foto) ha detto al babbo: «Non possiamo più tenere le pecore, né produrre i nostri formaggi pecorini». Ed erano formaggi squisiti, con una ricotta d’altri tempi. Vendute le pecore sopravvissute ai lupi («Manco un uro di rimborso»), restavano la terra e il grano. Così Giacomo e la sua famiglia hanno deciso di avviare la produzione di pane, nel loro laboratorio di fianco alla casa, o meglio al mulino Nobili. Un vecchio mulino ad acqua di proprietà della famiglia, chiuso dal 1953. Da qui parte il fiume Arzilla, che attraversa una campagna ancora incontaminata, tra calanchi e macchie, campi arati, viaggiando verso la costa. Qui Giacomo lo scorso novembre ha cominciato a fare pani: «La farina – dice – è sempre stata una nostra passione. Maciniamo a pietra grano tenero proveniente in buona parte dalla nostra azienda, altri terreni li abbiamo in affitto».
Un piccolo laboratorio artigianale da cui escono pani croccanti con il profumo della fragranza, trecce farcite con semi di girasole, crescia di pasqua. Tutto disponibile ogni lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio nello spaccio aziendale di via Petricci 18 nella frazione di Villa Ugolini a Monteciccardo, nel cuore della campagna (info 3334767048), oppure nei locali del circondario: «Abbiamo creato – spiega Giacomo – una piccola rete di botteghe che sono quelle che vogliamo valorizzare: l’alimentari di Sabina Solforati di Sant’Angelo in Lizzola, la macelleria nostrana di Michele Francolini in località Ponte Sasso. Abbiamo una piccola produzione e siamo anche soci della cooperativa Girolomoni di Isola del Piano». E’ un pane per viandanti, per chi decide di camminare nelle stradine di campagna della valle, fermandosi poi al mulino e tornando a casa, la sera, con queste pagnotte profumate di una volta.
d.e.


