Colazione sensoriale con il miele puro di Serafino Pierotti.

FRONTINO DI ACQUALAGNA (Pesaro e Urbino)
Serafino Pierotti, l’eremita del miele, produce un Millefiori dal colore cremoso, con riflessi bianco minerali e profumo di tarassaco, a cui si aggiungono squilli di camomilla, grani di girasole, sbuffo di gelsomino e un sentore balsamico di erba medica. Poi arriva anche una certa mineralità d’argilla che indora di finezza la fantastica inalazione. Perfetto a colazione: il cucchiaio incide una crema solida, scavando riccioli di miele da spalmare su una fetta biscottata biologica di farro (con pasta madre) come una simil cioccolata bianca di natura su cui adagiare fiocchi (morbidi) di avena, granelle di cioccolato e noci e indorare con miele di coriandolo che è un’altra squisitezza di Serafino. Il colore stavolta è acceso e già pulsa energia alla vista. Il profumo è speziato e leggermente piccante, alto, verticale, profondo, con venature balsamiche che portano all’eucalipto e al timo, fino alla foglia di mentuccia selvatica. La persistenza è squamosa. Anch’esso è compatto, però se lo pigiate un po’ nella sua polpa, vi lascia qualche lacrima: ecco, sollevatela con un cucchiaino e guarnite la fetta biscottata in modo che tutto il ripieno (avena, fiocchi di cioccolato e noci) non scivoli per l’ardua operazione seguente: preparate una tazza di caffé d’orzo biologico, addolcitela con un cucchiaino di miele millefiori di Serafino e mescolate in modo che si formi una cremina, una schiumetta simil cappuccino, ma molto più naturale e non meno appagante. Dice: buttiamoci la fetta biscottata. No, franerebbe il ripieno.

Questo bombolone mieloso multistrato costruito in casa, non vuole essere affogato (perdereste tutto il ripieno in fondo alla tazza e la fetta biscottata resterebbe nuda), ma bagnato. Così tenete la fetta mielosa in mano sopra la tazza, quindi pescate un po’ di caffé d’orzo con il cucchiaio e versatene lievemente sulla fetta, in modo che si ammorbidisca lentamente e ceda alla tentazione di farsi mordere con le labbra, delicatamente. Allora avrete la suadenza femminea di fondo del miele millefiori di Serafino che diventerà crema pasticcera d’alveare. Quindi al gusto, con la mediazione dell’avena bagnata, arriverà la fragranza lussuriosa del fiocco di cioccolato compensata dallo scrocchio di noce come di mallo. In ultimo il tono si alzerà d’improvviso e vibrerete con la frusta del miele di coriandolo che vi provoca a un secondo morso, possibilmente bagnando anche la punta del naso nella tazza perché tutti i sensi vogliono mangiare (oltre all’occhio, all’olfatto e al gusto, anche il tatto, in questo caso nasale). Poi attenzione ad uscire di casa con questa macchiolina marrone sulla punta del naso, segno che la colazione è andata benissimo, perché potrebbe capitarvi, come a noi, che qualcuno, mentre passeggiamo con il nostro cane, dica: «Che bel musino!». E accorgersi che non si riferiva alla «Povera Milla», trovatella bianca compagna di vagabondaggi mattutini, ma al padrone.

Già Serafino Pierotti: ma dove sta? Nella vecchia canonica del 1596 ora diventata il suo alveare con annesso laboratorio (info 346 8687834). Sta lì, con il suo miele, sul cucuzzolo di Frontino frazione di Acqualagna, luogo di cui Bruno Capanna, ex sindaco e gourmet, è innamorato: «Qui – dice – sorgeva un’ antico Castello, a picco sul fiume Candigliano proprio di fronte al Castello di Naro sopra l’abitato di Abbadia di Naro, ed era un castello molto importante ai tempi di Federico da Montefeltro. Qui quaranta anni fa è nata una delle prime aziende biologiche in Italia, coeva di Alce Nero: l’azienda Agricola del Frontino di Cristina Cristini. Oggi in questo luogo ci sono anche ben 5 Country House con piscina ed un paesaggio mozzafiato. La Famiglia Pierotti vive da sempre in queste campagne». Serafino confeziona da sé il miele, seguendo con lo sguardo le sue api che si posano tra fiori, balsami ed erbe mediche per tornare all’alveare con il sapore da regalare a noi.
Davide Eusebi

Serafino Pierotti con le selezioni dei suoi mieli biologici: millefiori, acacia ma anche coriandolo

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